A New York, la capitale del mondo, la città più popolosa degli Stati Uniti d’America con otto milioni di abitanti, mi ci sono orientato subito benissimo. Il merito è un po’ mio, per un’innata capacità nell’orientarmi un po’ ovunque ma sopratutto per la caratteristica principale della grande mela, al presenza di grattacieli.
Dopo qualche giorno in vacanza a Manhattan mi sono sentito subito a casa, in un posto familiare, come se ci avessi vissuto per anni. Dopo aver attraversato qualche isolato, alla prima “avenue” mi bastava cercare con lo sguardo la punta del Chrysler o dell’Empire per capire a quale distanza mi trovavo dal mio luogo di destinazione.
A forza di guardare per aria, ho capito qual’era il mio grattacielo preferito, senza ombra di dubbio il Chrysler, decisamente una spanna avanti rispetto a tutte le altre megastrutture di NewYork e, oserei dire, di tutto il mondo.
I motivi della mia scelta sono diversi, principalmente per il suo aspetto retrò (o meglio dèco) che lo colloca nei primi anni trenta senza dover sfogliare una guida, poi per il fatto che non è esageratamente grande, 77 piani per 319 metri di altezza (compresa la punta) più basso della Tour Eiffel per capirci. Il Chrysler ha una guglia fantastica, realizzata tutta in acciaio inossidabile, quando è bel tempo brilla come un sole sulla città, in certi punti quasi ti acceca. Poi ci sono le “chicche”, quelle splendide rifiniture che sono visibili sui quattro lati alla fine delle due sezioni, sempre in acciaio raffiguranti le aquile americane.
Per aggiungere motivazioni potrei raccontarvi che per costruirlo non è morto nessun operaio (e a vedere dalle foto dei cantieri americani del tempo, con i carpentieri a cavalcioni delle travi sospese nel vuoto a centinaia di metri dal suolo, sembra essere un vero e proprio miracolo!).
In ogni caso non sono l’unico ad averlo preso a cuore, il “mio grattacielo preferito” è stato eletto grattacielo più bello di NYC da una giuria nel 2005.

on Gen 1st, 2009 at 18:35
[...] Il primo giorno a Manhattan è stata una vera e propria maratona, volevo vedere tutto, avevo in mente circa cinquecento priorit