Anche se oggi, a trent’anni passati, guardo a certe cose del mio recente passato con un tocco di ironia e tenerezza, non dimentico quella brutta sensazione di “rifiuto” che io e i miei amici avvertivamo il 90% delle volte che provavamo ad avvicinare una ragazza. Non tanto per il fatto in se (spesso giustificato dalla nostra mediocrità di dialogo), quando per il modo in cui viene fatto, sistematicamente, dalla maggior parte delle donne italiane, con un’aria di fastidio vicina al disgusto.
Per usare il gergo, la ragazza che “se la tira” è tipicamente italiana, all’estero è diverso. Non che lì sia tutto facile, ma almeno prima di rifiutare un invito a ballare o una qualsiasi proposta, la ragazza che hai di fronte ti lascia parlare, ti ascolta e poi giustamente decide se darti retta.
Ho la sensazione che più si va a nord e più la situazione migliori, a Dublino per esempio sono rimasto molto colpito dall’atmosfera nei Pub di Temple Bar e dintorni.
Eravamo seduti a bere una birra (una Guinness ovviamente!) quando entrò nel locale una ragazza molto carina, era accompagnata da un’amica e da un signore di mezza età. Già il fatto di vedere degli adulti al pub alle cinque del pomeriggio rendeva l’atmosfera diversa da quella dei pub italiani, ma non solo, il fatto è che le persone in questi posti si conoscono, parlano, fanno nuove amicizie, a prescindere che siano giovani, vecchi, belli o brutti.
Fu così che uno di noi, quello più spigliato con l’inglese si rivolse alla tipa, che nel frattempo si era seduta al tavolo vicino al nostro, dicendogli la più banale delle frasi di approccio: “ciao, come ti chiami…”, io talmente abituato da queste scene mi aspettavo una bocca storta, veder scomparire il suo volto in favore delle spalle in meno di un secondo.
Al contrario la ragazza rispose, e anzi, iniziò lei ad intavolare un discorso. Ora, non voglio dire che una cosa del genere succede solo in Irlanda o all’estero, però vi assicuro che la naturalezza con cui abbiamo conosciuto quelle persone è molto difficile riscontrarla in un locale di Roma o Milano.
Sarà perchè noi italiani ormai ci siamo fatti una pessima reputazione ma spesso veniamo visti come dei rompiscatole, in quei tre giorni passati a Dublino tutto ciò non avvenne, complice anche il clima internazionale che si respira grazie alla presenza di giovani provenienti da tutta europa.

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