La prima e unica volta che sono stato a New York City è successo d’inverno. Il freddo a NYC è qualcosa di veramente pungente, appena esci di casa ti si infila come una lama tra il colletto della giacca e la tue calde membra che si erano appena abituate al calduccio delle case americane, con i riscaldamenti “a palla” dalle otto del mattino fino a sera.
Ma quando sei a NYC per la prima volta non vuoi fare altro che stare in giro per le strade, entrare ed uscire dai negozi, mangiare wurstel a pochi dollari nei chioschetti di hot dog ad ogni angolo… non puoi rimanere al caldo e guardare la grande mela da dentro casa.
Il primo giorno a Manhattan è stata una vera e propria maratona, volevo vedere tutto, avevo in mente circa cinquecento priorità, tra cui in ordine di importanza: il Ponte di Brooklyn, Times Square, Central Park e Ground Zero e i due grattacieli più famosi, l’Empire State Building e il meraviglioso Chrysler.
Chi conosce un minimo la mappa di New York si rende conto che queste cose di trovano molto distanti tra loro, e per quanto i taxy sono molto economici e la metro si ferma ad ogni cento metri da dove ti trovi, la camminata è stata piuttosto lunga.
Per fare tanta strada in mezzo a tanto freddo un valido amico è sicuramente Starbucks, una catena di caffetterie che fortunatamente è molto diffusa. Riconoscibile a distanza dal suo inconfondibile logo verde e bianco si trova in quasi tutte le vie principali, entri e ti viene subito voglia di provare tutto, ci sono tutti i caffè, cappuccini, thè che si possono desiderare, e da mangiare il classico muffin al cioccolato, alla frutta o ripieni di cose che non oso immaginare.
La media di tempo che passo nel bar è mediamente proporzionale rispetto al freddo che ho immagazzinato prima di entrare, è una sorta di scongelamento lento, sorseggiando l’immancabile bicchiere di carta con il tappo.

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